The Social Merkel
La luce divina direttamente sulla testa è uno dei ricordi migliori della cancelliera tedesca, Angela Merkel: era il 2003, quell’immagine svettava sulla copertina dello Spiegel. Il congresso della Cdu a Lipsia si era appena concluso con quella che fu definita “la svolta liberista” di Merkel. Ieri la cancelliera è tornata sul luogo del delitto: Lipsia, il suo partito, otto anni dopo.
21 AGO 20

La luce divina direttamente sulla testa è uno dei ricordi migliori della cancelliera tedesca, Angela Merkel: era il 2003, quell’immagine svettava sulla copertina dello Spiegel. Il congresso della Cdu a Lipsia si era appena concluso con quella che fu definita “la svolta liberista” di Merkel. Ieri la cancelliera è tornata sul luogo del delitto: Lipsia, il suo partito, otto anni dopo.
E nulla poteva essere più diverso, se si pensa che nelle promesse targate 2011 c’è persino il salario minimo, nuovo compagno d’avventura allora era escluso con stizza. “Non saremo mai per un salario minimo uguale per tutte le categorie – ha dichiarato ieri Merkel – ma non è ammissibile che uno lavori tutto il giorno e non arrivi comunque a fine mese. Bisogna intervenire in quei settori non regolati da contratti collettivi”. Il partito deve andare al passo con i tempi “e i tempi cambiano, a volte anche drammaticamente come hanno dimostrato le vicende di quest’anno”. Importanti, per Merkel, sono i valori cristiani: la salvaguardia della dignità umana, della famiglia, dell’inviolabilità della vita – la bussola della Cdu.
Merkel era così diversa dalla sua versione 2003 che quasi sembrava di ascoltare la leader della Linke, la bella Sarah Wagenknecht (compagna da tempo, si è appena appreso, di Oskar Lafontaine) al congresso due giorni fa. Il Wall Street Journal titolava “Merkel the Populist”; i delegati si sono spellati le mani nell’applaudirla a discorso finito. Vista da Lipsia, Bruxelles appare lontana, mentre sempre più vicine appaiono le elezioni del 2013. E Merkel fa “la gran madre della nazione” ribadendo il suo messaggio: “Il partito sono io”.